30 Settembre 2022

LEONIDA GRECO? NO, TJEKKER/DORICO

LEONIDA GRECO? NO, TJEKKER/DORICO

Spartani: LEONIDA era uno TJEKER e non un GRECO

LEONIDA GRECO? NO, TJEKKER/DORICO

La parentela dei Dori che arrivarono in Grecia con i Tjekker di Dor potrebbe essere documentata nella Bibbia stessa.

In un passo presente nel libro dei Maccabei: (I Maccabei – XII – 5) Gionata un condottiero Judeo che prese l’eredità di Giuda Maccabeo, scrisse una lettera agli Spartani sostenendo che essi erano della stessa stirpe.

Ricordando che Ario, re spartano aveva già tempo addietro inviato una lettera a Onia, il Gran Sacerdote del tempio di Jerusalem.

Il testo della lettera recitava: “Ario, re degli Spartani, a Onia, sommo sacerdote, salute! In uno scritto riguardante gli Spartani e i Judei si è trovato che sono fratelli, perché della stessa stirpe di Abramo (Urim, N.d.A.). …”. (I Maccabei – XII – 19). (la discendenza da Abramo che “uscì da Ur” è spesso citata nei libri di Leonardo Melis e i Tjekker abitarono in Palestina per 400 anni dopo la Grande Invasione, per l’esattezza: a Dor e a Byblos).

Se, parlando dei Romani abbiamo escluso che i racconti di Virgilio abbiano un che di credibile, a cominciare dalla identità di Enea che Trojano (Tjekker) non era affatto, ma Dardano… nel caso degli Spartani dobbiamo rivelare dove andarono a vivere i Tjekker dopo la sosta di 400 anni circa in Palestina/Kanaan.

Quanto scritto sopra è documento comprovato persino dagli stessi abitanti di quei luoghi.

Nella Fattispecie dai Judei, gli unici rimasti in loco, almeno dal 9° sec. a.C. fino all’epopea di Sparta.

Per chi ha fatto gli studi Classici e ha studiato la Storia greca, come solo in un istituto orientato a questo tipo di studi si deve considerare la Storia, è noto che gli Spartani (DORI) niente avevano a che fare con il resto della Grecia e soprattutto da Atene.

Pur se i testi, scritti dagli storici ateniesi, raccontano che Atene era democratica e Sparta quasi alla dittatura, per un attento studioso appare letteralmente il contrario.

Prediamo ad esempio l’educazione delle giovani donne e la conseguente considerazione che se ne aveva da adulte.

Siamo completamente all’opposto di Atene, che considerava la donna esclusa dai giochi non solo di guerra, ma persino dai giochi quelli classici di Olimpia.

Dove invece gli annali raccontano di una campionessa, anzi due, naturalmente spartane, che spopolavano ai giochi dedicati ad Apollo a Delfi e a Zeus a Olimpia

di Leonardo Melis

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