2 Luglio 2022

Il Poema di Pentaur

Il Poema di Pentaur

Resoconto della battaglia dal “Poema di Pentaur”

Il Poema di Pentaur

Nel periodo corrispondente al racconto biblico dell’Esodo, il grande Ramesse II, dopo essersi più volte lamentato che “ I Shardana sono venuti con le loro navi da guerra dal mezzo del Gran Mare, nessuno può resistergli”, li volle come preziosi alleati contro gli Ittiti a Qadesh (ma egli stesso raccontava che tra i prigionieri caduti in mano degli Egizi si trovavano anche gli Shardana del mare, dal cuore ribelle, senza padroni, che nessuno aveva potuto contrastare).

Questa battaglia è passata alla storia per essere la prima con un resoconto preciso e una descrizione dettagliata, inoltre tale avvenimento fu seguito dal primo trattato internazionale di cui si conoscano le clausole.

Resoconto della battaglia dal “Poema di Pentaur”, dal nome dello scriba che trascrisse su papiro i testi delle iscrizioni del tempio di Ramessu II ad Abidos, del tempio di Karnak, del tempio di Luxor e le iscrizioni in grafia ieratica del Papiro Sallier III: – – “Ingannata da false spie catturate presso il fiume Oronte e interrogate circa la consistenza dell’esercito di Hattusa, la divisione Ra, comandata da Ramessu in persona, con la divisione Ammone, attraversano il fiume, (con loro un contingente della guardia scelta di Shardana N.d.A.).

Le altre due divisioni, Set con la nuova creata dallo stesso Ramessu, Ptah, restano indietro.

Ramessu lancia l’attacco in testa all’esercito come sempre, a bordo del suo carro da guerra, ma deve fermarsi impietrito: dal fitto bosco escono sulla radura migliaia di carri ittiti affiancati dai Siriani e da numerosi altri alleati.

Muwattali re di Hatti era riuscito a formare la più grande coalizione mai vista fino ad allora per distruggere l’Egitto una volta per tutte.

La Storia parla di 15 tra province e regni alleati, di oltre 37.000 uomini armati, di 3500 carri da guerra, quei carri di cui anche nella Bibbia si parla con terrore.

Il faraone disponeva di quattro divisioni composte da 5.000 uomini ciascuna, di cui i due terzi erano mercenari: 1.600 Qeheqs (beduini del deserto occidentale), 880 arcieri Nubiani, 100 Meswesh (Libici) e 520 Shardana, questi ultimi avevano anche il compito di guardia personale di Ramessu.

I carri di cui disponevano gli Egiziani durate il primo scontro erano in numero di circa 300, quindi infinitamente inferiori alle forze ittite.

Il giovane faraone angosciato alza i suoi lamenti: “vedete come hanno agito i capi? Essi hanno detto al faraone, tramite le spie catturate, che il vinto Hatti era nel Paese di Aleppo, essendo fuggito davanti alla mia maestà… mentre si nasconde dietro Qadesh l’agguato”.

Gli Ittiti devastano il campo di Ramessu, ma ciò fa rallentare la loro azione. Ramessu, radunata la sua guardia scelta, si lancia in un disperato attacco e il suo carro fa strage dei nemici.”

L’arrivo delle truppe ausiliarie di Amurru e della divisione Ptah respingono definitivamente il nemico, mettendo in salvo Ramessu, il quale poi si vanterà di aver vinto una battaglia che al massimo aveva…pareggiato! Anni dopo Ramesse stipulerà volentieri un trattato di pace (il primo della Storia) con gli Ittiti.

Di questo trattato esistono due copie: una egizia e una ittita>>

Da: “I Popoli del Mare, dal Mediterraneo all’Oriente” di Leonardo Melis

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