26 Novembre 2022

Egizi e L’elettricità

Egizi e L'elettricità

l’elettricità nell’antico Egitto

Egizi e L’elettricità | Un’altra documentazione dell’elettricità la troviamo nella raffigurazione della cerimonia magica eseguita da Iside per resuscitare l’amato consorte Osiride quel tanto da poter procreare il figlio Horus che l’avrebbe vendicata sconfiggendo il malvagio Seth.

Nelle immagini appare Osiride sdraiato nel suo letto di morte con Iside da un lato e qualcosa o qualcuno che ci sorprenderà assai dal lato opposto del giaciglio.

Egizi e L'elettricità

Nella prima immagine Iside assiste ai preparativi degli assistenti, fra cui si riconoscono Anubi e Toth.

Le ultime scoperte ci hanno portato a identificare anche il terzo personaggio in piedi a destra di chi guarda l’immagine sopra. Si tratta di un Dio femmina: Heqet. Ebbene, Heqet era la Dio-Dea Rana! Con la testa di rana.

Essa, infatti appare nel disegno sottostante totalmente con le sembianze di una rana, ai piedi del letto di Osiride.

Nella seconda Iside è sola in capo al letto, mentre sul corpo di Osiride svolazza un falco in sequenza.

Uno dei falchi si posa sul membro di Osiride.

Si tratta di Iside stessa che si accoppiò con Osiride in forma di falco, appunto.

Vediamo, infatti che la mummia di Osiride ha nel secondo disegno il membro eretto, segno della “Resurrezione” riuscita.

Risultato della “magìa” di Iside con il prezioso aiuto di Heqet e del suo dono: l’elettricità.

Siamo sicuri che Galvani sicuramente, ma anche Volta e Marconi saprebbero dare una immediata spiegazione della strana presenza della “Dea Rana”.

Dea Rana che risulta raffigurata anche nel tabernacolo dell’Arca, anzi nella copia dell’Arca presente ad Abydos.

La rana al posto della gigantesca sfera che sovrasta l’Arca nel nostro tempietto! Un generatore di corrente per imitare l’altro generatore usato da coloro che gli uomini credevano essere Dei.

Inutile a questo punto fare commenti. Invitiamo solo l’amico lettore a notare che anche qui, come in altre raffigurazioni precedentemente proposte, il gonnellino dell’offerente è visibilmente attratto dall’elettricità sprigionata dall’Arca con dentro la rana. “Ozah stese la mano all’Arca di Dio e vi si aggrappò, perché i buoi l’avevano fatta barcollare.

Ma il Signore si sdegnò contro Ozah: lo percosse e Ozah morì presso l’Arca di Dio” (II Samuele: VI-6)… una scarica elettrica di micidiale potenza! Non ci paia bestemmia quanto scriviamo, si tratta solo di giustificare fatti che con Dio non hanno niente a che fare e che caso mai sarebbe bestemmia attribuire a Dio.

Il quale, crediamo non avesse certo in mente di uccidere un poveraccio che aveva solo voluto salvare l’Arca da una caduta rovinosa provocata da uno sbandamento del carro.

Purtroppo non è l’unico episodio di uccisione di incauti e inesperti manovratori dell’Arca citato dal Sacro Testo.

La spiegazione da noi fornita sull’elettricità dell’Arca non ci deve quindi sorprendere o scandalizzare. Già dalle scuole elementari si sa che Galvani scoprì l’elettricità sul corpo di una rana.

Averla sostituita quindi al generatore (la sfera) presente sull’Arca del tempio significava solo quello che significa.

Non a caso l’Arca era sacra ad Egizi e ai seguaci di Mose poi.

Mentre la rana era addirittura considerata un Dio e venerata come tale

di Leonardo Melis

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