| Le navi shardana furono le
prime ad usare strumenti e
attrezzature che il mondo scoprì solo dopo più di mille anni .
Medinet Abu: battaglia nel Delta 1.180 a.C. La nave a destra è shardana La vela triangolare o VELA LATINA MODERNA non fu inventata, come si crede, dagli Arabi. Essi la "riscoprirono" solamente perché entrarono in possesso di documentazioni, quali: MAPPE, STRUMENTI, DISEGNI E PROGETTI DI COSTRUZIONE appartenuti in passato ai Popoli del Mare e, in particolare ai SHARDANA.
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Un ritrovamento avvenuto nelle coste britanniche di alcune navi a prora alta, datate 1.350 - 1.300 a.C., ha fatto pensare a navi egizie approdate in queste isole all'epoca di Amenophe IV (Akenaton). Noi abbiamo le prove che si tratta invece di navi Shardana, pur non escludendo il legame col faraone monoteista.
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Fra tutte: LA BUSSOLA, IL SESTANTE, LE MAPPE DELLE CORRENTI ATLANTICHE e, come già accennato, LA VELA TRIANGOLARE, o LATINA.
Cosa lega le prime tre immagini sopra riportate? La prima è una stele che riporta nella parte superiore la Dea Tanit - la seconda è una nave Shardana - la terza è una bussola costruita dall'Ingegner Mario Pincherle, archeologo di fama mondiale. Egli asserisce che la figura in basso nella stele montata sul cassero della trireme cartaginese sarebbe una bussola che i Cartaginesi avrebbero avuto in eredità dai progenitori Fenici. La stele è chiaramente rovinata dal tempo, ma accostando la figura a quella della nave di destra cerchiamo di capire Pincherle: un palo installato a prua reggeva una sfera cava, all'interno della quale passava per unirsi a un magnete (la mezzaluna) che sormontava la stessa sfera. Il magnete puntava costantemente i due poli a Nord e a Sud e per evitare che il rollio della nave o il vento facessero spostare di qualche grado la "bussola", erano legati dei drappi di cuoio pesante che servivano per stabilizzare lo strumento. Il bravo Pincherle ignora comunque l'esistenza dei modellini di navi shardana, che hanno quasi tutti lo strano pennone montato a prua. Ma noi sappiamo che i Fenici impararono l'arte della navigazione dai Popoli del Mare che invasero le loro terre nel 1.200 a.C. (Sir Leonard Wooley)
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* Alcune di queste immagini sono riprese dal
mensile HERA. L'ultima a destra è un mosaico di un pavimento
ritrovato negli scavi presso Cagliari. Vediamo che le due figure
sono ancora una volta affiancate, a testimoniare il loro strano legame. Per la cronaca la "Dea Tanit" è, per l'ingegner Pincherle, UN SESTANTE, perfettamente ricostruito da Roberto Volterri. (Foto da Hera).
Ciò giustificherebbe il loro affiancamento anche in altre immagini scolpite in passato, es: "la Stele di Lilibeo" (riprodotta nel libro SHARDANA I POPOLI DEL MARE) e una stele conservata al Louvre.
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| L'ultimo studio, effettuato con la collaborazione del comandante G. Giacomo Pisu, riguarda un relitto ritrovato 20 anni fa sulle coste turche e datato 1350 a.C. la conclusione è stupefacente: il relitto di ULUBURUN (Questo il nome della località) è un RELITTO SHARDANA si tratta più precisamente della nave degli ambasciatori shardana alla corte di AKENATON e NEFERTITI! |
Shardanaleo. Da: Shardana, i Popoli del Mare.
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A NATALE 2005 LA 7^ RISTAMPA E...
LORO,
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UNA CURIOSITà: Le
piante dei Nuraghes hanno una certa somiglianza con i misteriosi CROP CIRCLES...
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