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#EBOOK S dei LIBRI di LEONARDO

 

 

I POPOLI DEL MARE

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Descrizione prodotto

Sinossi

Un estratto del primo libro di Leonardo Melis “Shardana i Popoli del Mare”. Un libro che ha aperto una nuova via dello scrivere di Storia… Oggi tanti testi vengono pubblicati sull’argomento ma il libro di Melis ha il diritto di primato. Uscito nel 2002, dopo la pubblicazione degli atti del Convegno del 2001, ha esaurito la prima edizione in un mese. Oggi si contano dieci edizioni e alcune pubblicazioni all’Estero. Ridare ai Popoli che dominarono il mediterraneo nel II millennio a.C. la loro dignità e verità storica, quei Popoli che oggi vivono soggiogati da altri Stati, è quanto Leonardo Melis ha fatto dopo 35 anni di studi in giro per il Mondo. Dall’Egitto alla Spagna, dalla Francia all’Inghilterra, all’Italia, l’Oriente, consultando Testi Antichi e visitando Siti e Musei. I Popoli che si insediarono in Europa arrivando dalla Mesopotamia e dall’Anatolia intorno al 2000 a.C. Gli stessi che invasero l’Oriente nel 1200 a.C. facendo crollare l’arroganza dei Principi di Micene, di Ugarit , di Hattusa… Di Troja. Assalendo l’Egitto di Ramesse III. I Popoli che cambiarono la Geografia del Mondo Antico, dell’Età del Bronzo. 
SHARDANA, AKAYASA, SHAKALASA, LIKKU, PHELESET, LIBU, TJEKKER, WASHASA.. ovvero: SARDI, AKEY, SIKULI, LIGURI, PHILISTINI, LIBICI, TEUCRI, CORSI … Alcuni di loro erano ben conosciuti dai Faraoni e dai loro contemporanei. I SHARDANA salvarono Ramesse II a Qadesh dall’attacco degli ITTTITI. Il faraone, 

riconoscente li fece effigiare nelle pareti dei templi di LUXOR, ABU SIMBEL e nel Ramesseum (una scoperta di Leonardo Melis) altri, fra cui gli stessi SHARDANA e TJEKKER accompagnartono Mose nell’Esod o , insediandosi poi nelle città di DOR , DAN, AKKO, TIRO… 

Leonardo Melis

 

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Descrizione prodotto

Sinossi: Estratto dal Libro "Shardana i Principi di Dan" di Leonardo Melis

Nel libro di Deborah (judici 5:17) si afferma che Dan andò ad abitare sulle navi. Dan (giudice,capo) era nato nel 1737 a.C., l’Esodo avvenne nel 1278 (ma qualcuno dice prima: 1587, noi teniamo per buono 1278, all’epoca di Ramses II). La tribù di Dan seguì Mosè con 62.700 uomini atti alla guerra. Siamo portati a pensare che alla tribù si sia aggiunto un altro contingente abbastanza numeroso di persone. Quei mercenari SHARDANA esperti nell’arte della guerra che avrebbero dovuto scortare gli Ebrei nel loro viaggio avventuroso verso la Terra Promessa. Ciò spiegherebbe il fatto che la tribù di Dan non era molto incline a seguire la Religione di Mosè ma, appena poteva, “ricadeva nell’idolatria”
”. Dal Libro dei Giudici: “La tribù di Dan non si era ancora stabilita, ma occupò Canaan. Mandarono 5 forti guerrieri a esplorare, lì trovarono un sacerdote levitico dei loro (di Israele, N.d.A.) a casa di un certo Milcah e gli chiesero come mai si trovasse da quelle parti, egli rispose che Milcah lo pagava per fare il sacerdote nella sua casa e per la sua gente. Essi gli chiesero se Dio era con loro, egli rispose che avevano la Sua benedizione. Proseguirono e trovarono una ricca città abitata da gente pacifica. Tornati dai loro, riferirono quanto visto e i figli di Dan si armarono in seicento e partirono. Giunti presso Cariath-jarim si fermarono e posero il campo e diedero a quel luogo il nome di campo di Dan. Poi proseguirono e giunsero alla casa di Milcah dove trovarono ancora il giovane levita. Alcuni di loro presero le statue, l’Ephod e gli idoli e con dolci parole chiesero al giovane di seguirli dicendogli che era meglio fare il sacerdote per un’intera tribù che per un uomo solo. Egli convinto li seguì, ma Milcah con la sua gente inseguirono i figli di Dan per farsi restituire gli idoli e il sacerdote. Ma i Principi di Dan dissero loro di non osare più proferir parole nei loro confronti, se non volevano avere contro uomini corrucciati e dediti alla guerra. Così proseguirono verso il paese di Lais che conquistarono distruggendo la città e passando a fil di spada gli abitanti. Da allora Lais si chiamò Città di Dan e Gionathan e la sua stirpe divennero i sacerdoti dei loro idoli.” (giudici XVIII).

Leonardo Melis

 

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SSinossi

Un estratto dal libro di Leonardo Melis: “Shardana i Principi di Dan”. Si parla della costruzione, della sparizione e del ritrovamento dell’Arca voluta da Mose per contenere i suoi segreti di Sacerdote di On, di Scienziato e di Condottiero.
Parlare dell’Arca Santa d’Israele è scontato, quasi banale. Se libri su Atlantide ne contiamo oltre 7.000, di libri sull’Arca ne esce uno la settimana. Non è nostra abitudine parlare di argomenti troppo discussi in passato, per non ricadere nella banalità. Abbiamo esordito con un libro che 
ha suscitato contrasti e contestazioni ma che, se non altro, trattava argomenti nuovi e originali. 
Intendiamo tenere questa condotta. Ma allora, l’Arca? L’Arca è troppo legata alla tribù di Dan per non riprendere l’argomento accennato in passato.
Accertato che Mose era egizio, sacerdote e mago, oltre che generale e principe di sangue reale, quindi in possesso di conoscenze ad altri impedite, possiamo asserire che l’Arca voluta da Mose era frutto di una Scienza Antica e ancora oggi sconosciuta. Uno strumento capace di sprigionare potenza distruttiva inimmaginabile, pericolosa anche per chi ne faceva uso senza perizia. Mose non la costruì personalmente, ma scelse due artigiani già pratici di arti e scienze varie: Besaleel, figlio di Uri, figlio di Hur della tribù di Juda e Ooliab figlio di Achimasac della tribù di Dan. Esodo, XXXVII, 35: “Il Signore li ha dotati di tale abilità, che permette loro di eseguire qualunque lavoro di incisore, ricamatore e tessitore in violaceo, Porpora, Scarlatto e Bisso; capaci di compiere qualsiasi lavoro e di spirito inventivo”.

Leonardo Melis

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SSinossi

Come da tempo andiamo annunciando ai nostri lettori è finalmente online l'#ebook del terzo libro (Per intero) sui nostri Shardana e i Popoli del Mare. Abbiamo deciso di pubblicare un antefatto, almeno della parte che riguarda gli studi e le scoperte dei nostri amici che si sono occupati con noi di storia e archeologia (e astronomia) collegate all’epopea dei nostri Babais.
Uno è un amico studioso appassionato di storia medioevale della Sardinia che tempo fa si occupò con successo dell’argomento Popoli del Mare. Ci ha fatto dono di un suo lavoro sulla Religione dei Shardana. Ci ha chiesto di restare tassativamente nell’anonimato. 
Tonino Mura venne da noi un giorno con una montagna di fotografie e filmati di nuraghes “particolari”. Il più particolare lo andammo a esplorare e… ora abbiamo un altro collegamento con i “calendari” delle feste e delle stagioni. Anzi abbiamo un nuraghe calcolatore. 
Federico Melis presenta la storia della religione così detta pagana, ove per pagana si intende shardana e celtica (Tuatha de Dana) quindi dei Popoli del Mare. Egli fa un raffronto con quella cristiana, che cercò di sovrapporsi, riuscendoci in parte. Federico ci porta a conoscere le vere radici di tali religioni, identificando le feste che i vari discendenti di questa etnia celebrano ancora oggi. Una sua intuizione è anche un “calendario delle feste” di origini celtiche, molto simile al nostro. Neolaureato in materie letterarie e ambientali, con storia e archeologia della Sardinia, ha presentato una tesi coraggiosa sui Riti del Fuoco.
Il Professor Sardella è stato un nostro caro amico e abbiamo voluto rendergli omaggio pubblicando un piccolo vocabolario Sardo-Sumero-Akkadiko ispirato al suo libro.

Leonardo Melis

 

 

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SSinossi

I LIBRI di #ENOCH – descrizione
Un ESTRATTO del libro “SHARDANA I CUSTODI DEL TEMPO”  di Leonardo Melis
I PdM presenti in Egitto già prima della prima dinastia. I Shem.Su.Hor.
* Un faraone di nome Sher-Tani.
* Il dominio Hyksos e un viceré con barba e capelli biondo fulvo, sacerdote del Dio Unico ad On.
* Popoli anatolici indoeuropei legati a doppio filo con l’Egitto.
* Un segreto tramandato di padre in figlio dai Patriarchi e dai faraoni hyksos.
* Una donna che volle essere Re e il suo amato. La tomba di Senenmut conserva i segreti dell’Antico Sapere.
* Un faraone eretico e la madre “fenicia” seguace del Dio Unico.
* L’equivoco durato oltre tremila anni sulle origini di un principe, rivelato dalla geografia. La vera origine del principe e la sua missione di Custode.
* I Miracoli dell’Esodo spiegati dalla scienza.
* L’Arca dell’Alleanza era una “Arkedda” costruita da uno Shardana, il nuovo “Custode”. Mose ne ordinò la costruzione fornendo istruzioni da un Prototipo già esistente.
I Libri della Sapienza sono consegnati a Enoch. I Libri contenevano anche i progetti di costruzione delle Piramidi.
I “Custodi” dei Libri da noi individuati seguendo la storia dei Patriarchi e dei faraoni egizi,dopo un periodo apparentemente buio di quattrocento anni i Libri sono recuperati dal Principe Mose, che li conserverà all’interno di un micidiale scrigno dotato di poteri sovrannaturali.
Un “Custode” speciale, Babai Hiram. La Biblioteca di Alessandria, L’arrivo in Camargue Il ruolo dei Merovingi, Nove Cavalieri inviati da Bernardo in Terra Santa alla ricerca dell’altra parte dei Libri Segreti. Il loro comandante si fregia dello Stemma dei Mori Bendati.

 

 

 

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Descrizione prodotto

Sinossi

ESTRATTO da “Shardana Jenesi degli Urim” di Leonardo Melis
I racconti sumeri parlano di civilizzatori che “vennero dal mare”. Addirittura li descrivono come “uomini-pesce”. Alcuni di essi erano conosciuti con il nome di Oannes, nome che ritroveremo anche in altre Culture successive, non ultima quella ebraico/cristiana. I miti Raccontano che gli Oannes arrivavano dal mare per istruire la gente e la sera tornavano nel loro regno acquatico. E’ probabile che il primo Oanne fosse il Dio Enki. Successivamente, al tempo di Ensibizianna il re sumero che corrisponde al biblico Jared e al greco Danaos, apparvero altri quattro Oannes. I loro nomi erano: Eudokos, Eneugamos, Eneuboulos, Anementos. Danaos regnò per 10 SAR (360.000 anni). Questo è quanto racconta Berosso, lo scriba di Harran che si esprimeva in greco. Vestivano con una “pelle di pesce” che gli ricopriva il corpo dalla testa ai piedi. Il mito diede probabilmente l’origine al personaggio di Enki/Ea il Dio dell’acqua sotterranea (Apsu o Abzu) o dei Pozzi Sacri. Anche altri Dei di altri popoli successivi presero da questi personaggi: Poti.Dan, il Posidone dei Greci e il Nettuno dei Latini. Joanne (Oanne?) Battista aveva le caratteristiche dei sunnominati Dei (Baptista significa “sommozzatore”). Anche nella cultura dei popoli africani troviamo questo Dio: il popolo dei Dogon adorava un Dio con questo nome. Persino i Pheleset avevano Dagon, una copia degli Oannes sumeri. Ma su tutti vi è Enki/Ea, il Dio dell’Apsu e dei Pozzi Sacri. Egli è indicato come colui che portò il sapere all’Umanità. E’ sempre lui a salvare il Noè mesopotamico dal Diluvio, anche contro il parere degli altri Dei, uno su tutti En.Lil (El, il Signore). Enki è spesso rappresentato con il simbolo dell’acqua e contornato da pesci. Che il primo Oanne fosse Enki è deducibile anche dalla descrizione fattaci dagli antichi testi: “Oannes apparve dal Mare Eritreo, vicino a Babilonia (a Eridu, la casa di Enki?). Insegnò a coltivare, costruire, legiferare, misurare, scrivere…”

Leonardo Melis

 

 

Il presente testo è una parte del Dossier presente nel libro di Leonardo Melis “Shardana la Bibbia degli Urim”, di cui vi invitiamo a consultare il contenuto intero. 
Un Dossier sul ritrovamento degli otre 3000 frammenti di statue ritrovati nella penisola del Sinis, non lontano dalla città shardana di Tharros. Copie di giornali dell’epoca del ritrovamento (1974) raccontano una verità diversa da quella proposta oggi dagli Archeobuoni che si pavoneggiano quali eroici scopritori. Nel 2005, dopo trent’anni di oblìo negli scantinati del Museo Archeologico di Cagliari, le statue furono inviate al restauro al Centro di Li Punti (SS). A questo però si arrivò dopo una campagna di denunce e di articoli da parte di un giornale locale e delle “Filippiche” e le pubblicazioni di Leonardo Melis. Qualcuno, pressato da questa campagna di rivelazioni e sbugiarda menti, ruppe i ranghi e parlò. Un Sovrintendente di Sassari rivelò quanto già Leonardo Melis e il quotidiano di Cagliari avevano scoperto e pubblicato. Confermò la datazione proposta da Melis, la sparizione di uno Scarabeo che avrebbe potuto datare le statue, risalenti a prima della Statuaria greca nel Mediterraneo. 
Trenta statue che rappresentano i protagonisti, Atleti e Soldati, delle prime SHARDANIADI o ERACLIADI, che i Greci fecero proprie ribattezzandole: Olimpiadi. Alcuni con le armature rappresentate nel tempio egizio di Medinet Abu e nei Bronzetti Shardana del 2° Millennio a.C.

 

 

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