SHARDANA. Le Scoperte

     

 

 

 

SETZU, Su Etzu, l'Antico - Articolo di Stampa sulla città scoperta da Leonardo

<<Poichè mi sono stancato di vedere le mie scoperte attribuite di volta in volta a questo o a quello scrittore di turno, o addirittura copiate nei libri di improvisati ARCHEOGOOGLE, o di presunte organizzazioni di reti di Nurakes e altro.. ho pensato che i miei lettori potranno docuemntarsi d'ora in avanti su chi scoprì quanto di seguito. Le sue scoperte sono strabilianti: 
- Leonardo Melis: Nel 2005 pubblica dell’esistenza di circa 30 statue gigantesche dimenticate da 30 anni nel museo di Cagliari, che rivoluzionano la storia della statuari del mediterraneo.
- Sempre nel 2005 scopre il Calendario millenario dei Shardana datato al 3761 a.C.
- La vela moderna a bordo delle navi dei popolidelmare raffigurate a Medinet Abu.
- Il Nuraghe Calcolatore a Santa Barbara che scandisce i tempi del Calendario Shardana.
- In Egitto nel 2009 scopre un tempietto a Deir el Medineth contenente la raffigurazione dell’ARKA dell’alleanza e meccanismi elettrici legati alle scoperte di Galvani.
- Sulle tracce di Sigmund Freud rintraccia le origini e il nome di Mose, principe egizio. Dimostra che la sua nascita non poteva essere ebrea e che soprattutto il passaggio del Mar Rosso non avvenne nel mare, ma negli stagni più a Nord: Yam Suph.
- Nel 2010 pubblica la scoperta di una Ziggurat a 7 scaloni presente in Sardegna (a Pozzomaggioire) e un Coccio con la scritta “SHARDANA” risalente al 2° Millennio.
- Ancora nel 2011 la scoperta di uno DJED (ZED) gigantesco dentro un Museo in Sardinia.
- Nel 2012 le scoperte più importanti: Due ulteriori ziggurat, o piuttosto PAJARE identiche a quelle del Salento e delle Baleari e una INTERA CITTà del 2° millennio a.C. sull’altipiano della Jara , patria degli ultimi cavallini selvaggi. Ove era scritto che “non potevano esserci insediamenti” secondo l’Archeologia ufficiale.>>

#NURAGHEAZZURRO La scoperta di LEONARDO MELIS e del suo gruppo JENTE SHARDANA AMICI DI LEONARDO - Domenica 7 febbraio l’associazione culturale De Lacon organizza un’escursione archeologica nel territorio, alla scoperta di interessanti siti dove si potranno ammirare menhir, nuraghi e Domus de janas.
Il programma prevede il ritrovo a Laconi e la visita guidata nei siti di Corte Noa, Perda Iddocca eGenna 'e Corte per osservare gli allineamenti di Menhir, la tomba ad “allè couverte” e, infine, la visita al nuraghe azzurro di Genna ‘e Corte.
Il complesso di Genna’e Corte, tra i più maestosi del Sarcidano, è uno dei pochi nuraghi pentalobati della Sardegna; si trova a circa 10 chilometri dal centro abitato, in un’area non nuova alle sorprese, dalla quale provengono, infatti, la maggior parte delle stele menhir esposte nel museo della cittadina.
E proprio una piacevole sorpresa è stata lo scorso anno, la scoperta, da parte del gruppo Jente Shardana e dello studioso LEONARDO MELIS, del Nuraghe azzurro, così ribattezzato perché al suo interno presenta una spettacolare colorazione bluastra delle pietre, che potrebbe essere un fenomeno naturale dovuto alla presenza di licheni.
DA: http://lanuovasardegna.gelocal.it/

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Un calendario millenario, creato a Nippur "Il luogo dove si determina il tempo", chiamato DAN.GIR "Colui che comanda nell'Alto" .. datato 3761 a.C. e rappresentato in ogni parte del mondo...Dove prende il nome di Calendario o Ruota del Tempo. Solo in Sardinia gli archeobuoni lo chiamno "Timbro per i biscotti"
da. "Shardana i Calcolatori del Tempo"

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il grafico dell'amico Enzo Marciante mostra le#statue di #monteprama RI.scoperte da Leonardo Melis agli inizi del 3° Millennio attuale nei magazzini del Museo di Cagliari. Fu "Il Giornale di Sardegna" nel 2005 a completarne la denuncia dell'esistenza... Mentre Leonardo scriveva nei giornali e le elencava nelle sue conferenze... 
da: "Shardana la Bibbia degli Urim" e dagli altri libri precedenti
 

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La scoperta del tempietto di DEIR EL MEDINET con l'arca e le lampade e i generatori. La visita a DEN.dera e alle sue lampde... la scoperta di altre lampade ....a DEN.DERA.
Da "SHARDANA i Custodi del Tempo"

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Città di 7-8000 anni in fondo al mediterraneo.... a 15 m. Una scoperta che Leonardo ha annunciato al SOLSTIZIO d'estate alla #FESTASHARDANA e presenterà in todo a OTTOBRE a #ROMA. L'aiuto della GEOLOGIA marina è stato determinante stavolta, con i livelli dei mari dal 13.000 a.C.

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Da: "#ShardanaiCalcolatoridelTempo"
#Aristotele dà la notizia dell’usanza dei Sardi di «dormire presso gli eroi». Il filosofo greco, in un passo della Fisica, convalida la morte dell’eroe e dei Tespiadi nell’isola. la pratica incubatoria che durava cinque giorni, avveniva in prossimità della sepoltura di nove #Tespiadi i quali, dopo la morte, avevano conservato intatto il loro corpo così che sembravano addormentati. 
#Tertulliano, citando Aristotele, scrive d’un unico eroe della Sardegna che guariva dalle ossessioni. 
Un altro commentatore di Aristotele, #Simplicio, da una parte conferma il rito shardana dell’incubazione, dall’altra precisa che gli eroi divinizzati, presso cui i Shardana solevano dormire, «conservavano i corpi incorrotti ed integri, presentando la sembianza di dormienti». La testimonianza di Simplicio implica che i corpi imbalsamati degli eroi venivano sistemati in locali sufficientemente difesi dagli agenti atmosferici, affinché si mantenessero a lungo «incorrotti ed integri» ed inoltre saranno risultati “visibili” dai fedeli e dai visitatori, se è vero che apparivano loro come «dormienti». Nelle grotte sacre (#SuBenatzu a Santadi; Su Caombu a Morgongiori; Sa Domu ‘e S’Orcu a Urzulei, ecc.) le sacerdotesse e i sacerdoti shardana affinavano il loro orecchio tanto da poter udire la voce dei morti, conservati alla stessa maniera degli egizi. L’asserzione di Simplicio, commentatore di Aristotele, conferma il culto degli eroi praticato dai Shardana, e riferisce anche le modalità secondo cui erano, in genere, conservati i cadaveri degli eroi stessi: «in Sardegna questi eroi conservano i corpi incorrotti ed integri, presentando la sembianza di dormienti». Inoltre, per avere «la sembianza di dormienti» erano disposti in maniera tale da essere “visibili” dai fedeli e dai visitatori. Ciò esclude che si potessero realizzare nelle domos de Janas », ossia l’usanza non era riferito alla ormai scomparsa civiltà nuragica, bensì a quella degli Shardana. Gli Shardana possono avere acquisito la tecnica dell’imbalsamazione o della mummificazione dagli Egiziani durante la loro permanenza in Egitto.
"Shardana i Calcolatori del Tempo"

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la #BUSSOLA o #CADUCEO scoperta da Leonardo Melis sulle navi #SHARDANA e da Mario Pincherle su una stele cartaginese. Ricostruita dal compianto INGEGNERE scopritore dello #DJED ( o ZED) nella#PIRAMIDE di CHEOPE.
DA: " SHARDANA i Popoli del Mare"

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<< Le #navi dei #Feaci non han timone, né timoniere, ma
vanno col pensiero dell’uomo, solcando il mare e l’abisso, veloci
e sicure vanno avvolte da una nube di vapore e di nebbia conoscendo
del Mondo ogni contrada.>> ( Alcinoo, re dei Feaci ad Odisseo)
Da "#SHARDANAiPopolidel Mare"

 

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#Mose non passo' il #MarRosso e non era Ebreo... la #BIBBIA degli Urim
• Mose nascerebbe a Jessen e su questo non abbiamo da obiettare. Juseppe e i suoi, ma anche gli Hyksos, si insediarono in questa terra a Oriente del Delta. 
• Fu affidato alla corrente del fiume dentro un “cesto di giunchi cosparso di bitume”. Qui abbiamo la prima stonatura. Questo particolare del bitume si ritrova nel racconto di Sargon. Ma in Mesopotamia la cosa è giustificata dal fatto che i giunchi della zona si impregnano d’acqua e vanno a fondo. Il giunco egizio no, galleggia da solo!
• Il cesto, trascinato dalla corrente fu seguito a distanza dalla sorella di Mose. Eh, no! Il Nilo è un “Fiume che scorre al contrario”, per dirla con Erodoto, e gli Ebrei stavano nel Delta che sfocia o Nord, nel Mediterraneo. Non poteva trasportare il cesto verso l’interno. Lo avrebbe trasportato in mare!
• Lo raccolse la figlia del faraone che era scesa a bagnarsi con le ancelle. Poiché non vi sono motivi che ci facciano pensare a una figlia del faraone che se ne va a spasso per l’Egitto e per di più in mezzo ai coccodrilli e agli ippopotami che popolavano il fiume, pensiamo che la fanciulla si bagnasse in un luogo protetto e possibilmente davanti alla regia. Purtroppo anche qui i conti non tornano. Dopo la sconfitta degli Hyksos “venne un re che non conosceva Juseppe” e precisamente un re della XIX dinastia di Tebe, che aveva la capitale (e la reggia) a Luxor. E Luxor dista da Jessen 850 km … controcorrente per di più!

Non ci vuole tanto a capire che si tratta di storia ripresa da altri racconti e questi racconti erano tramandati oralmente dalla propria gente per secoli e secoli. E questa è la storia della gente di Abram il sumero, anzi l’akkadiko, discendente di Sargon di Akkad
Da: "Shardana la Bibbia degli Urim"
 

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L'#EDEN SVELATO
Jenesi 2: 8-17. “In Eden nasceva un fiume che irrigava tutto il giardino e quindi si divideva in quattro bracci. Il nome del primo e Phison: esso circonda tutta la regione di Evila, dove si trova l’oro. L’oro di quel paese è puro; là si trova pure la resina profumata e la pietra onice (Sardonice?). Il nome del secondo fiume è Gihon. Esso circonda tutto il paese di Kush. Il terzo si chiama Tigri e scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.”
--- Grazie anche alle esporazioni di DAVID RHOL, siamo riusciti a individuare questi fiumi...
<<<I quattro fiumi avevano origine In Eden, quindi andavano cercati nella stessa zona in cui avevano origine le sorgenti del Tigri e Dell’Eufrate, i due fiumi identificati. Di una semplicità disarmante! Vediamo allora di quali fiumi si tratta.
- Gihon: oggi si chiama Araxes, nasce nei pressi dell’Ararat e sbocca nel mar Caspio (presso Baku). Nell’interno Sardinia abbiamo trovato un torrente con questo nome Araxis, l’ignoranza di alcuni personaggi ha fatto sì che i cartelli che lo indicano siano scritti in Italiano storpiato, quindi si trova scritto Arascisi… ma il suono è lo stesso. In Sardo la X si legge SH.
- Pison: oggi si chiamaUhizun. Nasce nel monte Sahan e sbocca nel Caspio.
Questi fiumi circondano una zona ben identificata e con una storia che si ricollega in pieno ai fatti da noi narrati in passato, ai Custodi, ai Patriarchi, i Re sumeri e gli eroi dei poemi sumero/akkadi.
Vi è anche un altro fiume nella Terra da noi (e da Rhol) identificata con l’E.den: quel fiume che Enoch nomina spesso nei suoi racconti: il Dan! Rohl ha trovato un fiume con questo nome: il Mey.dan (n.1 nella foto), che si trova presso Tabriz ed è chiamato anche Adji Chay (acque amare!). >>> da: "SHARDANA JENESI DEGLI URIM"

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La #BANDELA dei #Sardi. Ufficializzata nel 1999, grazie a 4 PATRIOTTI.
<<Negli anni Ottanta – Novanta sostenemmo con altri tre amici una battaglia per convincere il Consiglio Regionale a votare una proposta di Legge che ufficializzava la Bandiera dei Mori come Bandiera della Nazione Sarda. Le ricerche le conducemmo personalmente noi (Leonardo Melis), mentre gli altri portavano avanti la battaglia da Amministratori: 
- Chicco Frongia nel suo Comune di Ballao e soprattutto nella Provincia di Cagliari, dove fece issare per primo nella storia dell’Autonomia la Bandiera con i 4 mori bendati. 
- Carlo Mura, sindaco di Samugheo (OR), che fece riempire di Bandiere Sarde lo sbarramento della nuova diga del Tirso, che il Presidente Scalfaro era venuto a inaugurare. 
- Salvatore Bonesu, allora Consigliere Regionale, fu anche l’unico che mi diede subito credito, quando cominciai a parlare di una Bandiera Nazionale Sarda. 
- Leonardo Melis (ossia il sottoscritto, che allora faceva politica attiva... eravamo ancora giovani ed erano tempi eroici!) ad ogni assemblea o consiglio del Partito faceva come Catone Uticense: prendeva la parola per esortare il Partito a prendere seriamente la questione per cui “Bisogna ufficializzare sa Bandela”.

Sono i Mori Bendati. Abbiamo detto che il numero non è importante, esistono rappresentazioni anche con cinque Mori: ve ne è una in Castello a Cagliari, che chiunque può controllare di persona. La cosa singolare è che questo stemma che noi presentiamo è uno stemma templare! Per la precisione è lo stemma del Primo Gran Maestro dell’Ordine: Hugo de Payns. E finalmente sappiamo anche che la benda era sulla fronte e non calata sugli occhi. Opera questa, si dice, dei Piemontesi in atto di sfregio e disprezzo della Sovranità dei Sardi. Una benda che forse era il cerchio di bronzo che adornava la fronte dei Celti e la stessa benda che portava lo Judex Ampsicora.>>
Sa: "SHARDANA I PRINCIPI DI DAN"

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La #Bibbia, a proposito, fornì ai #Romani parecchio “materiale” in fatto di leggende. Come furono trasmesse queste leggende, ormai l’abbiamo capito. Come abbiamo capito che Romani ed Ebrei attinsero parecchio alle fonti mesopotamiche. Quello che ignoravamo fino a oggi è la quantità di questo “materiale”. Togliamoci questa curiosità.
• Il #rattodelleSabine. Un brano della Bibbia ci ha fatto sorridere, oltre che meravigliarci. Gli abitanti di Gabaa, della tribù di Beniamino, dovevano aver combinato qualche brutto affare, perché tutto Israele dichiarò guerra a Beniamino, che fu sonoramente e inevitabilmente sconfitto. (Judici XXI – 1 e19): <<I figli d’Israele avevano pronunziato un giuramento in Masfa, dicendo: “Nessuno di noi darà una sua figlia in moglie ai Beniaminiti”>>. Ma essi si pentirono immediatamente del giuramento fatto, perché aggiunsero: “Si deve pur conservare ciò che resta di Beniamino, affinché non sparisca una tribù d’Israele. Ma noi abbiamo fatto giuramento”. Così pensarono: “Ecco ricorre la festa... in Silo…” Così dettero ai figli di Beniamino questo consiglio: “Andate a mettervi in agguato nelle vigne, quando vedrete le figlie di Silo uscire per le danze, voi sbucherete dalle vigne e rapirete ciascuno una donna... poi tornerete al paese e, se verranno i loro padri e i loro fratelli a muovere accusa contro di voi, noi risponderemo...”. 
Trecento anni dopo, a qualche migliaio di kilometri, in territorio sabino... Romolo e i suoi, che non avevano donne, parteciparono a una festa....
Da: "Shardana i Prinicipi di Dan"

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#SISARA EROE #SHARDANA in Israele

”Jabin, un re cananeo, che regnava in Asor e aveva
per condottiero dell’esercito Sisara (Un generale dei
mercenari Shardana di stanza in Palestina
per conto dei Faraoni, N.d.A.) che abitava
in Aroset Goim, forte di 900 carri ferrati,
oppresse duramente i figli d’Israele per
20 anni.... In quel tempo era Judice in Israele Deborah... giudicava le cause fra Rama e Bet-El sui monti di Efraim... Deborah andò con Barak in Qadesh, radunò Zabulon e Neftali, 10.000 combattenti”.
(Shardana i Principi di Dan ed. 2005)
Questo episodio ci ha fatto intuire che Sisara altri non era che il comandante della piazzaforte militare presso il Monte Carmelo, non lontano da Tel Aviv. Questa piazzaforte risponde al nome attuale di#AlAwaht (il muro). Scavata dall’archeologo israeliano Adam Zertal nel 1992, fu definita dallo scopritore “città shardana”. Noi l’abbiamo identificata con la biblica Haroset Goim, la città di Sisara. L’episodio verificatosi questa estate (del 2010) ci ha lasciati un poco delusi e nello stesso tempo ci ha spronati a scrivere ancora dei “nostri” Shardana. Lo abbiamo scritto in altro capitolo: una agenzia di stampa ha diffuso la notizia su una “Scoperta effettuata dall’archeologo israeliano Adam Zertal, che identifica la città da lui scavata con Haroset Goim, sede del generale sardo Sisara.” Non vogliamo assolutamente intendere che Zertal abbia copiato da noi, ma a dir la verità nel 2005 ci capitò di incontrare l’archeologo a Cagliari alla “Cittadella dei Musei”. In quell’occasione accennammo della nostra teoria su Sisara e Haroset Goim.
Zertal si disse entusiasta e favorevole a quanto da noi immaginato. Aggiunse anche che il nome di Sisara era per lui assolutamente sardo. E che gli ricordava la città sarda di Sassari. Questo è quanto. Abbiamo voluto ricordarlo, perché “La memoria umana è spesso leggera” e perché la scoperta è di#LeonardoMelis, o almeno è Melis ad averla pubblicata per primo, nel 2005. Se abbiamo
fatto anche involontariamente una cortesia a Zertal, ne siamo estremamente felici.
Da. "SHARDANA la Bibbia degli Urim

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I #Philistei scoprirono 3000 anni prima della scienza moderna, al causa della diffusione della #Peste.
Da: http://www.amazon.it/LArca-dellAlleanza-SHARDANA-Principi-Dan-ebook/dp/B00EILV3NU

<<<(Samuele IV), quando Israele dichiarò l’ennesima guerra ai #Philistei e subì (naturalmente) una sonora sconfitta. Morirono circa 4.000 uomini. A quel punto gli anziani d’Israele si ricordarono dell’Arca e mandarono a prenderla a Silo. I Philistei però non si lasciarono intimorire, massacrarono i figli d’Israele e catturarono
l’Arca. L’#Arca seminò la peste e la morte fra i Philistei e fu portata di città in città per sette mesi interi, finché i capi non decisero di rimandarla a Israele. La caricarono su un carro trainato dadue giovenche da latte, collocarono sul carro una cassetta con 5 bubboni d’oro e 5 topi d’oro, tanti quante erano le città dei Philistei
e la mandarono in direzione di Bet-Semes, ma anche qui accadde qualcosa di terrificante. I Betsemiti vollero guardare dentro l’Arca e 70 uomini furono uccisi all’istante. Arrivarono i Leviti da Cariat-Jarim (Campo di Dan) e la presero in consegna. L’Arca rimase a Campo di Dan fino all’avvento di David. L’episodio di
Bet-Semes rimane misterioso per alcuni punti. Ma prima volevamo chiarirci le idee su quanto accaduto precedentemente: perché i Filistei vinsero su Israele, nonostante la presenza dell’Arca. L’Arca
non era invincibile? La Bibbia giustifica, al solito, con l’ira di Dio su Israele in peccato… crediamo vi sia (anche) un altro motivo.
Abbiamo scritto che “mandarono a prenderla a Silo”, la presero, cioè di prepotenza, senza l’autorizzazione e l’ausilio dei Leviti, gli unici, oltre i#DANiti, che erano in grado di controllarla. La conferma la troviamo successivamente, quando l’Arca semina terrore e morte
e si è costretti a chiamare loro, i Leviti: “Arrivarono i Leviti da Cariat-Jarim (Campo di Dan) e la presero in consegna”. L’Arca, quindi funzionava unicamente se “manovrata” dai Leviti, custodi dell’Antico Sapere. Vediamo i danni provocati dall’uso incauto del micidiale Strumento.
- I topi e i bubboni: pensiamo che con questo segno i Philistei volessero segnalare a Israele che le morti avvenute era procurate dalla peste (chissà, forse provocata da radiazioni emanate dall’Arca?) e che i topi erano i diffusori del contagio.
- Le morti violente degli Israeliti che guardarono dentro
l’Arca: questo fatto mette in risalto la pericolosità dell’Arca, che altre volte si mostrerà micidiale per chi le si accosterà senza precauzioni o con imperizia.>>
da: http://www.amazon.it/LArca-dellAlleanza-

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Le Korna di #MOSE
<<Le corna di #Mose. La Bibbia (attuale) parla di raggi sulla testa di Mose. Noi però abbiamo esaminato la parola originaria: KRN. Con la “scoperta”dei libri sacri al tempo di Ezekia viene tradotta la parola KaRaN: raggi. Sappiamo bene che questa “sensazionale scoperta” dei Libri nel tempio, fu una manovra voluta dal re famoso per la sua restaurazione del culto di Jahwh. Parlare
di Corna, questa la traduzione giusta della parola
originale KeReN, era sconveniente. In
questo libro, inoltre accenniamo a quanto fu
“riscoperto” nel Rinascimento italiano da artisti
e studiosi di ogni disciplina. Fra questi artisti
“iniziati” vi fu certamente Michelangelo.
Il suo Mose presenta delle Corna sulla testa,
non raggi. Michelangelo sapeva, da fonti scritte
di cui parliamo poi, che quelle sulla testa di Mose erano
proprio Corna. Corna posticce su un elmetto da lui portato>>

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http://www.amazon.it/Shardana-i-Calcolatori-del-Tempo-ebook/dp/B00DQASJN6

#RETE4 "#PIANETAMARE" 2006. La scoperta di una città. #ANTAS
<<<La telefonata arrivò nel pomeriggio e mi sorprese non poco. “Parlo col Prof. Leonardo Melis?” La voce dall’altra parte del
filo era femminile, cortese e professionale. “Sono io e non sono
professore, solo Leonardo Melis” Risposi col solito moto di fastidio creato da questa sciocca abitudine di affibbiare titoli gratuiti
a persone che si ritiene siano “importanti”. “Chiamo da…(TV nazionale) , per il programma…(un importante programma riferito al mare). Dovremmo fare un programma sui Popoli del Mare e avremmo trovato lei…sarebbe disponibile a un’intervista sul
posto?”. Risposi che non vi era difficoltà; quindi la voce accelerò: “lei però dovrebbe farsi riprendere mentre scopre, che so, un bronzetto o una ceramica antica”. “Non se ne parla neanche”,
risposi contrariato, “non mi presto a queste cose”… un poco pentito aggiunsi: “Se volete posso mostravi la scoperta di una città”.
Dall’altro capo un minuto di silenzio. Una voce, questa volta maschile, mi chiese se non stavo scherzando. Risposi che non era mia abitudine scherzare su queste cose e che ero disponibile a un incontro con data da stabilire. A fine febbraio 2007 la troupe era
in Sardinia.>

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Il #BOOMERANG e la #VITE (O TRAPANO).. ma anche la SEGA DENTATA... invenzioni dei#SHARDANA

<<L'invenzione della vite è comunemente attribuita al matematico greco Archita".. Così è scritto nelle enciclopedie.. ma questo bronzo del II millennio a.C. esposto al museo di Cagliari, pare dimostrare al solito che non fu così.>>
Da "Shardana i Popoli del Mare"

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#ANIMALI SUBEQUATORIALI IN SARDINIA 
su AMAZON: http://www.amazon.it/LArca-dellAlleanza-SHARDANA-Principi-Dan-ebook/dp/B00EILV3NU 
"L'Arca dell'alleanza"
<<Queste rotte, l’abbiamo accennato altre volte, oltre che da Sumeri, furono frequentate da Egizi, Shardana e “Fenici”. Salomone volle anch’egli una flotta che lo approvvigionasse di oro e
altri minerali preziosi dal paese di Hophir. Egli aveva un porto: Hesion Gaber, l’odierna El Elath (o forse El Aqaba), ma non aveva flotte. Gliele fornì il suocero Hiram di Tiro, che faceva affari con lui. A Hiram naturalmente non sembrò vero riappropriarsi dell’antico
porto che re David aveva forse espropriato proprio a lui. Le flotte di Tarsis, armate da Salomone e da Hiram, impiegavano 3 anni.
“E il re aveva in mare una flotta di Tarsis con la flotta di Hiram. Ogni tre anni arrivava la flotta di Tarsis, e portava oro, argento, avorio e scimmie”.>>
Da: "SHARDANA i Principi di Dan"

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IL #VELLODORO? Era il BISSO dei SHARDANA
<<Gli Argonauti ci interessano esclusivamente per il fatto che navigarono con la nave Argo, nome copiato di sana pianta da Arca. Per la rotta tracciata nel ritorno, che appare ricopiata dalle rotte fluviali dei PdM. Gli Argonauti sono 50 come le Danaidi, gli Anunnaki ecc… nella loro nave a doppia prua è installata una quercia del tempio Danaico di Dodona. Una quercia donata loro da Atena e che indicava sempre la giusta via. L’albero/bussola delle navicelle shardana?. Gli Argonauti sbarcano in Colchide. i Colchi erano i detentori del segreto del “lino Sardonico”, o vello d’oro. Vale a dire il bisso. Un segreto quello del bisso ancora oggi custodito da una discendente di quel Ooliab di Dan di biblica memoria. Un, anzi una, Majstu/Custode che vive in quel di Solki/S.Antioco, sempre in Sardinia. Certo perchè dei Colchi i Greci scrivevano che “Vengono dall’Egitto, sono circoncisi, hanno i capelli crespi e neri. Il loro lino è migliore di quello egizio e si chiama lino sardonico”. >>

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#SHARDANA the great discovery: City on the forest in the JARA!
Là dove "non ci dovevano essere insediamenti", come sempre affermato dagli ARCHEOBUONI, Leonardo Melis scopre una città millenaria, già abitata nell'età del Bronzo e fino al 490 d.C. La città fu distrutta dalle truppe dell'imperatore Teodosio, perchè "NON CRISTIANA". una data importante anche per altri monumenti sardi e celti.

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Identificazione (in Lingua SHARDANA) dei Popoli del Mare

SA ZENTE 'E MARE (THE SEA PEOPLES, I POPOLI DEL MARE, LOS PUEBLOS DEL MAR...)

SHARDANA (SARDANA): Sa Zente de Sardinia, marineros, gherreros et banduleros. Sher-Dan, prinkipes de Dan, maistos de armas, gherrànta pro sos Egizios, pro sos Ittitas et contras sos Egizios et sos Ittitas! Mosè los iat empreados pro 'nde bogare sos Ebraikos dae s'Egitto et los iat nomenados "Tribù di Dan". Arribados in Palestina, sos Shardana partìant pro sa Sardinia et pro sa Irlanda (Tuatha de Danan fiant sos primos kolonizadores de sa Irlanda et sas islas de Nord). Podiant esser puru sos Danaos de sa Iliade.

TURSHA: Sos Etruskos o Tirrenos, parèntes de sos Shardana, iant bividu in sa Lydia et in su 900 a.C. benìant in Sardinia et apostis in Toskana, ma fiant guvernados dae sos Shardana "soliti sunt esse reges Etruscorum qui Sardi appellantur" narànta Festo et Strabone.

AKAWASA: Sos Akeos de sa Iliade, fiant circoncisos kument sos Egizios, marineros et gherreros mannos.

SHAKALASA: Sikulos e Sikanos.

WASHASA: Sos Kossos de sa Kòssiga, frades de sos Shardana.

LIBU: Sos Libikos et NordAfrikanos, in su 1220 a.C. fadent gherra a so faraone Meneptah adjudados dae sos Shardana et sos Akawasa.

LIKKU: Sos Likios (Lici) o sos Ligures (?)

PHELETS: Sos Palestinos (Filisteos), benìant, narat sa Bibbia, dae Kaftor (Kreta).

TJEKER: Sos Teukros de sa Iliade, impàre kum sos Danaos (Sher-Danaos) iant xiuxiàdu sa idda 'e Troja, et avattu (postis) iant kolonizàdu sa Palestina kum sos Phelets (Filisteos).

DANUNA: Denen, Danai, Danaos... podent esser sos Shardana de sa "Misterious Tribe" de Dan, nomenàda dae Mose in so Exodus et ki "Andò ad abitare sulle navi" partende kara a Sardinia et sighènde poi pro sa isla de Irlanda, de aùndi torrànta pro bardànas et gherras impàre kum sos kumpanzos sardos, kreteses, palestinos, grekos, libikos...

SAKSSAR: Sassones (?)

 

 

antico stemma templare Antenato della Bandela Sarda

e  di tante Bandiere con i Mori bendati in tutta Europa

 

 

S'Arroda 'e su Tempus:

Il Calendario "Nuragico"!!!

     

Vediamo a seguire uno schema di queste feste.

FESTE CELTICHE e SARDE

  

 

LUNARI:

BELTANE (1° Maggio) = S. EPHIS (in Sardinia le feste hanno preso nomi di santi Cristiani)

LUGHNASAD (Agosto) = ARDIA   e le varie feste equestri, candelieri… intitolate all’Assunta

SAMAIN (2 Novem. = SAS ANIMAS  (il culto dei Morti. Le usanze sono identiche in sardinia )

INBOLCH (genn. Febbraio) = FESTE DEI FUOCHI (oggi intitolate a S. Antonio)

 

 

 

SOLARI: Solstizi ed Equinozi. In Sardinia hanno preso nomi Cristiani, ma le celebrazioni sono rimaste intatte.

21 Marzo: A Pasqua il rito del sacrificio del primo nato e l’offerta del germoglio di grano (Nenneri) dedicato una volta a Baku-Dioniso.

21 Giugno (LAMPADAS). Oggi S. Giovanni. Una volta dedicata all’iniziazione dei giovani. Accompagnati dal “Santuauanne”, il Padrino, i giovani si cimentavano nel salto del fuoco.

21 Settembre (Capodanni). Inizio dell’anno agricolo con “Sos akkordos”. Si stipulavano i contratti per la gestione di un campo o di un gregge.

21 Dicembre (Paskixedha)… Le celebrazioni antiche non figurano più, soppiantate da una celebrazione tropo importante per il Nuovo Culto: Natale. I sardi lo considerano una “Piccola Pasqua”, quindi una “Piccola Rinascita”. Effettivamente il sole comincia nuovamente ad allungare le giornate.

 

 

 

 

 

 

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